Parto da ottimo post di Cicinelli sul suo profilo fb :
" GIRAUDO: "CONTATTI TRA GALLINARI ED ELEMENTI DI ORDINE NUOVO. PESSIMO IL RAPPORTO CON LA COMMISSIONE"
di Gianluca Cicinelli
«Durante le indagini per la strage di Brescia sono emersi contatti tra Prospero Gallinari ed elementi di Ordine Nuovo». Il colonnello dei Carabinieri Massimo Giraudo la butta lì con semplicità, come se l'affermazione su uno dei massimi dirigenti delle Brigate Rosse non fosse destinata a generare reazioni a catena, nel corso della sua deposizione al processo presso la Procura Generale che vede imputato per la strage di Bologna Paolo Bellini. Giraudo è stato ascoltato durante le ultime due udienze, essendosi occupato come polizia giudiziaria delle reti d'intelligence statunitensi in Italia per le stragi di piazza Fontana e Brescia, divenute d'interesse anche per il procedimento in corso a Bologna.
Per capire come dalla strage di Bologna si sia arrivati a parlare delle Br e di Gallinari bisogna spiegare che la testimonianza di Giraudo sull'eversione nera e i suoi collegamenti con i servizi riguarda in particolar modo gli anni '70. In quel contesto a Rovigo nel '79 vengono sequestrati all'estremista nero Gianluigi Napoli i fogli d'ordine, terminologia militare, di Ordine Nuovo datati marzo e maggio 78. Secondo Giraudo le date coincidono rispettivamente con il rapimento e con l'uccisione di Aldo Moro. «Negli appunti del primo ordine di servizio - dice ai giudici di Bologna Giraudo - chi scrive si rivolge ai suoi camerati parlando in termini molto negativi del compromesso storico e parlando dei brigatisti propone con loro una tregua armata, spiegando che il nemico comune è lo Stato e quindi bisogna concentrare la guerra in quella direzione». Dopo queste precisazioni Giraudo ha sostenuto la tesi dei contatti tra Gallinari e Ordine Nuovo.
Alla richiesta di precisazioni che abbiamo rivolto al colonnello Giraudo questi non ha voluto aggiungere altro a quanto dichiarato a Bologna. Non è la prima volta che il nome di Prospero Gallinari, uno dei membri più importanti delle Brigate Rosse, risulta oggetto di rivelazioni clamorose, da prendere naturalmente con grande prudenza. Durante le indagini sul condominio di via Massimi 91, a poche centinaia di metri da via Fani dove venne rapito Moro, ritenuto una possibile prima prigione per lo statista dc, emersero alcune presenze ambigue all'interno del palazzo. Tra tutte spicca quella della società statunitense Tumco, la cui attività d’intelligence per Washington è stata accertata dalle indagini di polizia giudiziaria. Ma c’è anche una coppia di coniugi, lui ufficiale dell'aeronautica militare italiana impegnato in progetti speciali della Nato, come risulta dalle sue note di servizio, che ammisero di essere stati irregolari nelle Br e di aver ospitato Prospero Gallinari nell'autunno del 1978, pochi mesi dopo la morte di Moro.
C'è poi un'altra vicenda che riguarda Prospero Gallinari, già oggetto di polemiche in passato, e riguarda la sua evasione dal carcere di Treviso nel 1977. Esiste un documento della Commissione Moro 2,
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/1162_001.pdf
, protocollato il 23 novembre 2017, in cui si legge che il 6 ottobre del 2000 la Procura di Roma chiedeva al Ros di verificare le modalità dell'evasione di Gallinari, avvenuta il 2 febbraio del '77 dalla Casa Circondariale di Treviso. In precedenza il senatore Paolo Emilio Taviani, più volte ministro dell'Interno, aveva dichiarato, interrogato dalla Procura di Brescia, "a quanto mi risulta Gallinari fu fatto fuggire dal carcere dal generale dalla Chiesa che me ne aveva parlato e aveva il mio consenso. Lo scopo era di riuscire a rintracciare i covi delle Brigate Rosse superstiti che si stavano organizzando".
L'evasione di Gallinari con altri 11 detenuti venne poi raccontata ad Alberto Franceschini da un detenuto che sosteneva di averla organizzata, Pietro Montecchio, durante la condivisione della cella nel carcere di Nuoro. Secondo quanto raccontato da Montecchio la direzione del carcere di Treviso sarebbe stata al corrente di quanto stava per accadere e la stessa evasione sarebbe stata organizzata principalmente per far evadere Gallinari, che prima di morire ha comunque negato la circostanza. Franceschini racconta di aver avuto l'impressione che Montecchio volesse comunicargli che volevano far evadere anche lui ma poi non se ne fece niente. C'è un ultimo riferimento documentale possibile alle parole di Giraudo e riguarda la testimonianza resa da Giuseppe Albanese, un estremista nero calabrese in rapporti con la 'ndrangheta. Durante il terzo processo sulla strage di Brescia Albanese, rispondendo ai giudici sui suoi rapporti con Nico Azzi, terrorista di destra a cui esplose tra le gambe l'ordigno che stava preparando per l'attentato al treno Roma-Genova del 7 aprile '73 e che fu ritrovato con una copia di Lotta Continua in tasca allo scopo di depistare le indagini sulla bomba, sostenne che Azzi aveva rapporti con dei brigatisti. In particolare dice Albanese «Anche lui… a parte il fatto di Treviso che qualcuno di fuori dei servizi gli ha buttato delle pistole che lui ha fornito al brigatista rosso Prospero Gallinari che si è reso protagonista del sequestro Moro».
Sempre Albanese, nel verbale reso al dottor Roberto Di Martino in merito alla strage di Piazza della Loggia il 3 febbraio '99, aggiunge che Azzi gli avrebbe detto che i servizi gli hanno fatto arrivare delle armi da consegnare a "un infiltrato che avevano nelle brigate rosse". Infine il superpentito dell'estrema destra Sergio Calore il 15 febbraio 1991 al giudice Guido Salvini dichiara: «Per quanto concerne Azzi faccio presente che nel carcere di Treviso come egli stesso mi disse era entrato positivamente in contatto con persone della sinistra. Anche ai fini di una possibile evasione che tuttavia per quanto riguarda Azzi non ebbe poi luogo. In particolare mi fece il nome di Gallinari che poi effettivamente evase da Treviso».
Molti gli elementi che meriterebbero di essere approfonditi anche se la Commissione Moro 2 ha chiuso ormai i suoi lavori da tre anni. «Il rapporto con la Commissione è stato pessimo», precisa in un altro passaggio della deposizione Giraudo, dando notizia, a sorpresa e in pubblico, che non tutto è filato liscio nella sua attività di collaboratore dell'organismo d'inchiesta parlamentare dedicato al caso Moro, presieduto da Giuseppe Fioroni.
Gianluca Cicinelli
21.6.2021"
A volte sono le cronache locali a portarmi a tu per tu con la verità. Cronache come questa, pubblicata nel 2018 :
https://www.cronachemaceratesi.it/2018/05/05/la-strana-fine-di-gallinari-che-pianse-mentre-fucilavano-moro/1097742/
con la testimonianza di un ex collega di lavoro di gallinari dopo la liberazione di quest´ultimo :
" Diceva (quando i colleghi gli chiedevano del caso Moro, ndr) : sono riservato anche per tutelarvi" : cioè : non ho mai detto la verità sul caso Moro. Se infatti l´avesse detta, non si capirebbe la ragione della riservatezza e della tutela.
" Nei tre anni nei quali abbiamo lavorato insieme, lui si era limitato talvolta a dirmi che le Br, da sole, non sarebbero state in grado di portare a buon fine né l´agguato, né le successive fasi intorno alla ´Prigione del Popolo`. Potevano insomma contare su aiuti esterni in grado di garantirne il ´nascondimento` " :
se lo dice perfino gallinari, per quanto de relato...
E per una volta, dice la verità : quattro scalzacani vigliacchi, renitenti alla leva (bonisoli, morucci) o riformati come lo stesso gallo, o militesenti come moretti coniugato con prole quindi privi del tutto di esperienza militare, mai e poi mai si sarebbero lanciati alla kamikaze contro 3 tiratori scelti (Leonardi Iozzino Rivera) ed altri due agenti comunque in gamba, né potevano sapere che Zizzi non si sarebbe mostrato all´altezza.
Il gallo viene trovato morto in macchina, per strada contro un muretto, il 14.1.2013 - infarto si disse, si sa che era cardiopatico.
Ma la versione ufficiale sui massmedia è che morì nel suo garage.
Non voglio speculare, ma quando uno che è stato liberato e lasciato vivere al patto di starsi zitto e mentire su copione, comincia a rivelare ai colleghi che le "bierre" furono eteroaiutate nel caso Moro, che mai avrebbero potuto condurre da sole, tradisce il "patto di omertà" : muretto o garage ?
E se gallinari sapeva che a Fani avrebbero avuto le spalle coperte, a maggior ragione dovevano saperlo almeno gli altri due infiltrati fascisti nelle bierre : moretti e morucci.
Potenzialmente interessante che il Montecchio fosse figlio di maresciallo dell´aeronautica militare, che fonti danno membro del SIOS (=intelligence militare dell´A.M.). Come ricorda Cicinelli, ad autunno ´78 due delinquenti medioaltoborghesi di Massimi 91 daranno rifugio al latitante gallinari : lui, milioni fabio, era ufficiale dell´A.M. e lavorava per la n.a.t.o.
Non basta : stando alla teste Stocco di via Bitossi, gallinari è alla guida della grande scura (=132) che piomba colà : pertanto è da supporre che fu lui e condurre la vettura a Calvo 1 dove fu abbandonata, e che sempre lui era uno dei 3 terroristi che fuggono a piedi giù per le scalette che portano da Calvo & Lucilio a via Prisciano, dove entro le 9,15 vengono avvistati da Squalo4 della Squadra Mobile che non riuscirà ad acciuffarli anche perché. giunta all´attuale piazzale Medaglie d´Oro (diverso il toponimo allora) quasi angolo Prisciano, viene bloccata da 128 blu dell´A.M. parcheggiata in doppia fila che si direbbe stare in attesa di raccattare i 3 terroristi (testimonianza del poliziotto TeX a me resa ad ottobre 2023).
Ancora : lanfranco bonanni padre di patrizio della Clubman che intralcia Leonardi e Ricci a Fani, veniva dall´A.M. : durante la seconda guerra fu aviere e parà collaboratore dell´intelligence militare britannica come scoprii a giugno 2022.
cristoforo piancone, di cui un pentito riferì de relato la presenza a Fani tra i killer, veniva dai parà.
L´ex funzionario digos e poi sisde fabbri mario (1940 + 2022) viene prima escusso dalla Moro2 nel 2015, poi audito in commissione l´anno dopo. L´escussione è molto più interessante dell´audizione :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0405_002.pdf
4.11.2015 : parla mario fabbri a collaboratori Moro2 :
" In sintesi, nel colloquio con me (in Nicaragua nel 1993, ndr), Casimirri evidenziò che Moretti aveva avuto un ruolo sostanzialmente non coincidente con quello apparente di capo colonna e cioè che fosse un traditore (con riferimento all´abortito assalto all´Asinara per liberare Franceschini et all., ndr)...
" Inoltre mi parlò anche di un incontro tra lui Morucci, Faranda, Algranati e Gallinari nella fase preoperativa (della strage di Fani, ndr) in un bar dei Parioli.
. Precisò che Gallinari come Moretti era persona riferibile al cosiddetto "Superclan" (la setta dell´agente CIA simioni, cofondatore delle protobierre, ndr).
Sempre Casimirri precisò che nel corso della suindicata riunione Gallinari aveva chiaramente detto che una volta preso Moro sarebbero state fatte delle richieste orientate a suscitare tutte le contraddizioni possibili, e quindi inaccettabili, ma che in ogni caso Moro sarebbe stato ucciso. In sostanza appresi che Moro stato comunque "giustiziato" perché questa era la determinazione di Moretti..." :
affermazione plausibilissima questa di casimirri : l´assassinio di Moro preprogrammato da moretti per conto del regime, e quindi le assurde richieste "brigatiste" dei 55 di liberazione di molti prigionieri in cambio di Moro, di riconoscimento politico delle "bierre" etc.
Questo incrocia con la testimonianza di raimondo etro sempre alla Moro 2 del 31.1.2017 :
https://www.camera.it/leg17/1058?idLegislatura=17&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2017&mese=01&giorno=31&idCommissione=68&numero=0121&file=indice_stenografico
p.7 sq. :
" RAIMONDO ETRO. Da quello che ricordo di quel periodo, da quello che mi disse Gallinari, non credo che ci sarebbe mai stata una trattativa possibile. Ricordo benissimo che disse: «Faremo talmente tanti morti che lo Stato non tratterà mai». Soprattutto dopo poi aver lasciato cinque uomini della scorta...
PRESIDENTE. A via Fani.
RAIMONDO ETRO. ...per terra a via Fani."
Siamo nella seconda metà di gennaio ´78 quando gallinari dice ad etro tali cose, dopo che il secondo era già stato informato dalla faranda poco tempo prima che il progetto di sequestro incruento di Moro a Santa Chiara era stato abbandonato.
Cfr anche p.12 dell´audizione di Etro, sulla farsa della consultazione :
„ RAIMONDO ETRO. No, assolutamente, come non è neanche mai arrivata a nessuno di noi, anche se alcuni brigatisti hanno detto che erano stati interpellati tutti i militanti delle Brigate rosse per chiedere se doveva essere ucciso o se doveva essere, invece, liberato.
A me personalmente non fu mai chiesto nulla e, per quanto ne sappia io, neanche ad Alessio Casimirri e a Rita Algranati, con i quali poi, dopo il sequestro e dopo la nostra uscita dalle Brigate rosse, rimasi comunque in contatto.
PRESIDENTE. Quindi, hanno fatto una consultazione parziale.
RAIMONDO ETRO. La consultazione non so se c'è stata o se non c'è stata. Comunque nessuna delle persone con le quali io sono stato in contatto è mai stata interpellata in proposito.“.
Ora : come facevano moretti e gallinari ad essere così certi un mese prima di Fani che sarebbero riusciti a sterminare la scorta di Moro, quando lo stesso moretti famosamente ebbe a dire che i brigatisti al massimo potevano spararsi sui piedi ed avrebbero fatto ridere il caporale di qualsiasi esercito ?
L´unica spiegazione logica è la loro prescienza e complicità con esterni professionisti che avrebbero preso in mano i ruoli principali di killeraggio nella strage. Teste Galati, moretti rivelò a brigatisti vari che furono le "riserve" a "stendere" Iozzino loro sfuggito, e non i 4 avieri.
Se uniamo i puntini senza pregiudizio qui, la conclusione una è : col 99,9 periodico per cento delle probabilità, gallinari fu killer di regime.
Non si dimentichi infine, che se gallinari evade facilmente dal ridicolmente insicuro carcere di Treviso il 2.1.77, di lì a poco il 27 dello stesso mese da quello altrettanto colabrodo di Mantova evade giustino de vuono - uno dei killer di Moro stando a Pecorelli.
ALETH
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