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CASO MORO : STATUS QUAESTIONIS

by Aleth Wednesday, Apr. 08, 2026 at 2:21 PM

Il punto della ricerca della verità sul golpe di Fani

CASO MORO : STATUS QUAESTIONIS

Nel 2014 Carlo D´Adamo pubblica un suo brillantissimo studio sulle macchine parcheggiate ai lati della strada in area dove si spara (Chi ha ammazzato l´agente Iozzino, Pendragon Bologna 2014, lettura obbligatoria per chiunque voglia davvero capire il caso Moro). La Mini Cooper verde col tettuccio nero appartiene a Tullio Moscardi (1920 + 1997), ex ufficiale della decima mas (nuotatori/paracadutisti) e di sottogruppi derivati come il Vega e la banda Versino, specialista in azioni di sabotaggio del tipo stay behind. Costui è amico fraterno del criminale di guerra suo comandante N/P Buttazzoni, e lo aiuta nel dopoguerra a nascondersi a Roma finché il buttazzoni non viene amnistiato e ricomincia a far danni co-fondando tra le altre belle imprese, l´MSI. Moscardi domicilia a via Mario Fani 109 solo a cavallo della strage : vi entra a settembre 1977 (cioè proprio quando inizia la fase operativa di preparazione del sequestro Moro), ed a novembre ´79 è già fuori non si sa da quando. L´appartamento (scala B, piano III, int. 18) glielo ha dato in uso non si sa a che titolo, un suo amico Mario Amodei (1928 + 2007), fratello del proprietario del Corriere dello Sport Franco. E l´ambiente del CDS e del clan Amodei è da sempre non solo laziale e arcifascista, ma pure vicinissimo alla decima mas : in redazione avevano avuto Alberto Marchesi (decima, Battaglione Barbarigo, Linea Gotica) e Luciano Oppo (figlio del noto artista di regime del ventennio Cipriano Efisio), ex decima pure lui tanto per cambiare, addestrato al sabotaggio stay behind a Campalto in Veneto. Oppo era amico degli Amodei fin da prima che questi prendessero il timone del CDS.

L´intestataria dell´appartamento del Moscardi (conduttrice presso l´ENPAF proprietario dello stabile) era però la compagna dell´Amodei, l´ebrea romena Vali Perlman (1933-2025), vedova dell´ebreo italiano pilota civile Italo Billau, perito nel disastro aereo di Monte Somma (1964). Il figlio di questi ultimi due, Andrea Billau (1961-vivente), fa il giornalista radicalchic a radio radicale. Da me contattato, mi rispose algidamente che tutto quel che aveva da dire l´ha detto agli escussori della Moro2 con la madre al tempo vivente. Bugia : la Moro2 non gli chiese la cosa principale : se cioè il B18 avesse o no posto auto riservato in garage condominiale; e che tipo fosse l´Amodei, che lavoro facesse, come avesse conosciuto il Moscardi, a quali condizioni gli avesse ceduto la casa. Dopo lunghissime e faticosissime insistenze, l´ex compagna del Billau, Mariagrazia De Benedetti, che visse con lui al B18 dall´´85 al 2007, mi rispose che l´appartamento NON aveva posto macchina riservato in garage. Solo che lei non conosce la situazione al 16.3.78, che la Moro2 avrebbe dovuto appurare ed ha omesso di fare, contentandosi dei non ricordo della Iannaccone vedova moscardi. Billau sa la risposta ma fa la sfinge. Ma se anche la casa fosse stata sprovvista di posto auto, questo non scagionerebbe il Moscardi (e possibilmente l´Amodei) dal sospetto di complicità nella strage : non solo per il suo passato in decima ; non solo perché fu al 109 solo a cavallo ; non solo perché specialista in sabotaggio ; non solo perché, stando al grassi però inverificabile, il moscardi entrò ufficialmente in sismi nell´autunno ´78 (il che implica contatti ben precedenti, dato che il sismi non t´assumeva certo su due piedi) ; non solo perché la Moro2 non chiese alla sua vedova Iannaccone Maria perché mai avessero lasciato splendida location in via del Corso per l´alveare incasinato del 109 ; non solo perché uno dei due indirizzi del Corso nella disponibilità del moscardi aveva ospitato la sede di Nuova Repubblica del golpista atlantista Pacciardi ; non solo perché, teste Iannaccone, il sostituto di regime Infelisi si recava diverse volte al B18 durante i 55 non si sa bene perché (e la Moro2 more suo solito, si guarda bene dal chiederglielo) ; ma anche e soprattutto perché la sua Mini Cooper assolve a funzione strategica durante l´agguato : in congiunzione con la 127 rossa dei servizi che parcheggia di fronte ad essa contromano, la Cooper serve a nascondere 2 killer professionisti mai identificati attestati dal Marini che sbucano a massacrare a raffiche Iozzino.

Dall´altro lato abbiamo l´Austin Morris modello Mini Clubman Estate nuova di zecca di Patrizio Bonanni (Panicale, PG 1946 - non so se vivente), che la parcheggia la sera prima della strage al posto frequentemente occupato dal fioraio cui seghetti e fiore bucano le gomme proprio quella sera. Stando a testimonianza resami da Veronika Korosec che lo conobbe assai bene, il Bonanni era "fascistoide" tanto per cambiare. Egli parcheggia l´Austin come si dice a Roma, a k di cane : la parte anteriore dista mezzo metro dal ciglio, la posteriore circa 1 metro. Errore o volutamente ? Lo sportello di Leonardi ci sbatterà contro quando l´eroico Maresciallo tenterà la sua ultima disperata reazione uscendo dalla 130. Ed anche per un´eventuale fuga a destra di Ricci quella macchina ostacolava non poco in congiunzione con la CD. Al solito, la Moro2 copre il bonanni non chiedendogli l´unica cosa che doveva chiedergli : se cioè l´appartamento di cui disponeva al 109 e dove dormì quella notte, avesse o no posto macchina in garage condominiale. E non ci fanno sapere nemmeno l´interno di detto immobile, sicché sappiamo solo che era al primo piano a destra (quindi scala A) sempre se il Bonanni almeno su questo disse la verità. Per cui non ho potuto verificare di persona se avesse o no garage.

Ma non basta : a giugno 2022, scoprii che il padre del patrizio, Lanfranco Bonanni (1923 + non so quando), costruttore del 109, era stato durante la guerra prima infiltrato badogliano nella Resistenza umbra e toscana, macchiandosi di crimini efferati per gettare discredito sulla componente comunista ; e poi dal ´44 in poi, agente stay behind per il servizio segreto militare dello stato maggiore dell´VIII armata britannica invadente l´Italia. Perfino la cugina del patrizio, Lina Procopio moglie di suo cugino Maurizio Bonanni e residente al 109, aveva il posto macchina : e lui, figlio del boss costruttore, non lo aveva ?

Sciascia scrisse famosamente che non si può sfidare il calcolo delle probabilità : e qui nemmeno le combinate abilità matematiche di un Gödel e di un Poincaré riuscirebbero a calcolare la probabilità infinitesima, che su 3 sole macchine nella striscia dell´agguato, i 3 intestatari sono tutti legati ai servizi : giacché il patrizio come scoprì D´Adamo, aveva intestato l´Austin alla sua società Poggio delle Rose, affidata in amministrazione alla Fidrev notoria ditta di finto auditing compiacente per le società ombra dei servizi fin dal 1941.

18.3.2026

La terza macchina è la 127 rossa contromano di fronte alla Cooper, la cui targa compare solo in filmato scoperto da cara fonte confidenziale 6 o 7 anni fa grazie anche alla collaborazione di tecnico RAI, filmato di TG2 Studio Aperto del 18.3.78 ore 19,45.

La lettura RomaP45..6 è certa, grazie alla rielaborazione grafica del frame 84 da parte del tecnico. Penultima e terzultima cifra sono di incerta lettura, ma penso di averle scoperte con certezza manipolando i parametri di microsoft designer, incrociati con i dati visurali in mio possesso procuratimi dalla fonte confidenziale col supporto finanziario di altri.

Step 1 : ritaglio il dettaglio della targa dal frame 84 enhanced.

Step 2 : apro il frame in designer che ingrandisce : già qui, il 5 come terzultima appare certo : si scorge occhiello inferiore, con netta discontinuità di pixelatura a sinistra sopra il riccio : dunque non è occhiello di 6, né di 8. E nemmeno di 3, perché si vede nettamente angolo retto formato dalle due stanghette della metà superiore del 5, angolo che sta a sinistra in alto. Nessun dubbio : la terzultima è 5.

Step 3 : gioco un pochino di contrasto luminoso, ed ottengo conferma dei risultati ottici di step 2 : terzultima = 5, ergo la targa è fin qui, Roma P455X6.

Step 4 : giacché la penultima è troppo deformata dalla sfocatura per risultare leggibile, incrocio 455X6 coi dati visurali gentilmente fornitimi dalla fonte supra che gradisce anonimato : X non è 1 perché con 1 nelle visure non era una 127 ; per lo stesso motivo, non è 2,3,4,5,8. Mancano le visure con 6, 9 e 0 : allora torno a designer :

Step 5 : X non è 6, perché si scorge nettamente stanghetta superiore orizzontale orientata in senso inverso alla curva superiore del 6 che le sta a destra ; non è 9, perché manca occhiello superiore, e si scorge nettamente discontinuità di pixel sotto la stanghetta superiore ; infine, X non può essere = 0, perché non si scorge alcuna rotondità della figura.

Tutto questo essendo certezza visiva assoluta, resta solo il 7 come possibilità matematica : ergo la penultima è 7 e la targa è :

Roma P 45576 - cioè quella in bianco al PRA, come diverse targhe delle autorità, servizi compresi, vedi sul web lo studio della fonte + collaboratori.

Penso che questa sia la parola definitiva sulla targa della 127 rossa.

E le conseguenze sono enormi, le vedremo nel mio prossimo commento.

5.5.2025

La digos ha dunque mentito alla commissione antimafia nel 2022, inventando di sana pianta il depistaggio conclamato che la 127 rossa apparteneva a tale presunto "sergio lionelli", naturalmente nel frattempo deceduto : niente genralità del lionelli, niente targa della rossa, nulla di nulla di verificabile : eppure l´emerito dott. salvini guido, estensore della relazione sul caso Moro per l´antimafia, se l´è bevuta come acqua fresca semza uno straccio di controllo ! Ripeto :

Relazione Antimafia, estensore Dott. Guido Salvini 2022 : pagina 7 scan : " (101) Si ricordi che la Fiat 127 rossa, che è ben visibile in molte fotografie, ma di cui ancora ignoto sino ad oggi il proprietario, probabilmente non era parcheggiata in quel punto al momento dell’agguato. Può essere comunque utilizzata quale riferimento sul piano spaziale. Si vedano gli accertamenti richiesti da questa Commissione cui ha dato risposta la DIGOS di Roma con annotazione in data 11 marzo 2022. La DIGOS, dopo ricerche approfondite, ha accertato che la Fiat 127 rossa, visibile nelle fotografie subito scattate in via Fani, apparteneva a Sergio Lionelli, in seguito deceduto e già abitante nei pressi di via Fani; l’automobile era stata da questi parcheggiata dinanzi al bar Olivetti immediatamente dopo la fine della sparatoria. È singolare però che tale vettura non sia stata rilevata nei rapporti di Polizia, il nome del suo proprietario non sia stato nemmeno annotato e che questi non sia stato mai ascoltato. " :

e la targa ? Senza targa verificabile, perché dovremmo crederci ? Come hanno fatto a leggere la targa con certezza ? E se "Lionelli" è morto, chi ha detto loro che aveva parcheggiato dopo e non prima ? Anche ammesso ad esempio, che la targa sia secretata per privacy degli eredi o che so io, benissimo, ma ripeto : non essendo la risposta DIGOS verificabile, perché dovremmo crederci ? Ogni ricercatore degno di questo nome non può ritenersi soddisfatto di una risposta del genere, perché la storiografia è scienza, non teologia dogmatica o catechismo. Qui siamo a livello di ipse dixit, state contenti umana gente al quia.

Ma ora la targa completa l´abbiamo : Roma P45576 - e NON è intestata a nessun fantomatico lionelli sergio, ammesso e non concesso che costui sia mai esistito. È intestata a deviatissime autorità perché il suo foglio PRA è in bianco.

Non starò a perder tempo a chiedere che i funzionari digos firmatari del falso accertamento siano radiati dalla polizia e condannati a lunghe pene detentive per falso ideologico aggravato, falso in atto pubblico aggravato, depistaggio aggravato.

Non perderò tempo a pregare il dott. salvini di andarsene a coltivare le rose invece di spammare puttanate depistanti non verificate sulle relazioni parlamentari - idem per i commissari dell´antimafia.

Tanto questo governicchio di criminali fascisti e questa falsa opposizione e questa procura di Roma alias porto delle nebbie tutti al soldo di wall street, non agirebbero in tal senso.

Ma nemmeno seguirò la prudenza cinica di andrea il portiere di Massimi 47 ( "i rapporti di forza non sono cambiati da allora, in italia comandano gli americani, dunque a che pro la lotta coi mulini a vento ?").

Eccovi la verità, condividetela : l´unico motivo anzi movente logico di 47 anni di tombamento e depistaggio sulla 127 rossa non può che essere il seguente : che quella vettura stava lì già durante l´agguato e quindi prima (dico quindi perché nessun oculare l´attesta piombata in mezzo alla sparatoria durante) ; e stava lì per complice funzione, logistica nel nascondere inizialmente i due superkiller visti da marini sbucare in mezzo a Cooper e rossa, e comprovati dalle nuvole B e K ibidem ; e con tutta probabilità e logica evidenza, fu lì condotta dai due superkiller stessi dei servizi deviati o affini, che poi si eclissarono a bordo della moto honda come suppone marini, perché non potevano compromettere la 127 rossa col convoglio della fuga visto da molti.

ALETH

5.5.2025

ALETH

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