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MARINI CALIÒ CONTI

by Aleth Tuesday, Apr. 07, 2026 at 1:55 PM

dinamica golpe Fani

MARINI CALIÒ CONTI - 1

Provo a rileggere sinotticamente le 3 testimonianze sull´assassinio di Ricci.

CM 30 : 45 per Marini ore 10,15 alla digos. Il suo verbale sul punto non ha senso, ma contiene elemento comune agli altri due testi : uno dei 4 in divisa che inizialmente lui vede angolo Fani-Stresa lato Olivetti, si distacca dal gruppetto avvicinandosi alla 130 di Moro e fulmineamente spacca il vetro di Ricci. Le 3 auto del convoglio di Moro quando Marini giunge allo stop lato Fani bassa, sono già ferme e non sta succedendo assolutamente nulla. Pertanto Marini si è perso i colpi singoli iniziali, le prime raffiche all´Alfetta e quelle che uccidono Leonardi in uscita. Evidentemente, dopo la prima fase descritta, è subentrata pausa, e in questa pausa si inserisce il teste.

Il quale dopo la spaccata del vetro afferma iniziata furiosa sparatoria da parte dei 4 che attingono armi tra cui almeno un piccolo mitra da grossa borsa nera. Si suppone che quello che spacca o sia tornato indietro o fosse fuori tiro, nel senso che gli altri 3 sparino all´Alfetta o in aria altrimenti non si comprenderebbe se sparassero alla 130, come possano non colpire il quarto. In effetti la Wundballistik su Ricci mi dice che nessuno sparò alla 130 da sn da distanza, ma solo da vicino con tutta probabilità.

E due residenti di allora del 109, Baliva ed altra che mi chiese riservatezza, mi dissero che i terroristi sparavano in aria per spaventare gli affacciati, tant´è che loro due si ritrassero immediatamente e non videro più nulla.

Da notare bene con Marini, che i 4 in divisa fino al momento del convoglio fermo non avevano armi in mano eccetto lo spaccatore. Dunque almeno 3 su 4 di loro stando a Marini non possono aver sparato né i colpi singoli iniziali della strage né le prime raffiche all´Alfetta né quella o quelle che uccidono Leonardi.

Quindi i 4 non furono i soli killer di Fani.

Ma torniamo al punto assassinio di Ricci.

Marini pone l´estrazione di Moro da parte di due individui non meglio descritti alla fine della sparatoria e dopo l´ingresso sulla scena di una Fiat forse scura che si affianca alla 130.

A p.50 arriva Caliò sempre alla digos alle 10,30. Lui abita a via Mario Fani 123 stabile che fa angolo tra Fani bassa e Stresa alta. Sta ancora in camera da letto alle 9 di mattina e sente quello che gli sembra una raffica, dunque pure lui si perde i colpi singoli iniziali. Apre la finestra del balcone e si affaccia sul balcone. Pure lui arriva a convoglio di Moro già fermo. Vicino alla 130 di Moro vede non uno come inizialmente Marini, bensì due individui in divisa che per Caliò è quella della PS. Ricordo che anche Marini vedrà due alla 130, ma dopo la sparatoria non prima ed al solo scopo di estrarre Moro.

Ecco perché mi chiedevo se la nonreazione armata di Ricci potesse spiegarsi col suo eventuale aver scambiato i killer in divisa per poliziotti venuti a salvare Moro e quindi lui. La Conti al telefono un 6-7 anni fa mi disse che proprio questa era stata la sua impressione.

Caliò vede i due in divisa impugnare armi che gli sembrano due mitra corti e la Wundballistik conferma Ricci colpito da raffica o raffiche. Gli sembra che il calcio fosse ligneo, ed effettivamente l´FNA 43 atribuito a morucci e l´M12 a fiore da quanto vedo in rete avevano calcio ligneo. Con ciò non voglio esprimere certezza che furono loro due a mitragliare Ricci, solo registrare i dati.

Uno dei due sfonda il cristallo di Ricci col calcio del mitra, come da Marini che però non vede oggetto usato. Mi domando la ragione di tale spaccata visto che i banditi sapevano benissimo che la 130 non era blindata dunque perché perdono tempo a spaccare invece di sparare subito attraverso il vetro. Posso solo ipotizzare che forse spaccando si corre meno pericolo di schegge negli occhi o in faccia o sulle mani, ma non lo so. Oppure od anche, l´intento era cancellare fori singoli nel finestrino prodotti da colpi singoli iniziali andati a vuoto ma che avessero destabilizzato Ricci facendogli perdere il controllo della vettura negli ultimi metri a strappi descritti da Samperi.Anche il deflettore viene infranto come attestano le foto e la relazione della scientifica del 16.3.78. Non so se si ruppe per l´onda d´urto della botta al finestrino o se fu colpito a parte. Nel secondo caso, a maggior ragione mi chiedo perché tale perdita di tempo apparentemente immotivata in azione giocata sul filo dei secondi e del rasoio.

Quel che continua a stupirmi è la nonreazione armata di Ricci fino a questo punto : fu ingannato dalle divise ?

ALETH

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MARINI CALIÒ CONTI - 2

A Caliò sembra che lo spaccante abbia spaccato dopo aver sparato alcuni colpi. Ne dubito, giacché con alcuni colpi di mitra il finestrino sarebbe andato in pezzi e cmq perché spaccarlo dopo aver cominciato a sparare. Se Ricci non fosse morto subito avrebbe potuto reagire in qualche modo. Cmq sfondato il finestrino, il tizio spara lunga raffica contro il carabiniere. E questo incrocia con gli almeno 8 colpi che attingono la vittima.

L´altro tizio in divisa evidentemente posizionato altezza sportello Moro, lo apre e ne fa scendere Moro da Caliò subito riconosciuto. Ma la sequenza non mi torna qui. Se infatti l´estrazione fosse succeduta alla raffica, questa avrebbe rischiato di uccidere Moro ad esempio per scarto del mitra o per rimbalzo di proiettili o frammenti d´essi nell´abitacolo, tant´è che abbiamo impatti sulla portiera posteriore dx lato interno e ben 3 proiettili repertati sul pianale posteriore dx (CM 123 : 253) - e peci de relato da fiore dice che Moro s´era buttato sul pianale prorio da quel lato ai primi spari. E perfino blindatura sul pianale di Moro. Ecco perché tendo a pensare che la fulmineità del tutto abbia confuso Caliò : a mio avviso, l´estrazione di Moro e la sua messa fuori tiro dovrebbe logicamente precedere le raffiche. Non posso provarlo, non ne sono certo, lo suppongo.

D´altro canto, sia la teste Evadini sia peci de relato da fiore attestano che Moro era sporco di sangue sui vestiti :

https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD4178/42%20-XLII.pdf

592. Sicuramente non era sangue di Moro che uscì illeso dal 16 marzo cone provato da necroscopia ed autopsia. Se pertanto Evadini e Peci sono veridici ed accurati, deve trattarsi del sangue di Ricci più plausibilmente di quello di Leonardi che io ritengo ucciso fuori e ributtato dentro dunque difficilmente poté schizzare addosso a Moro.

In tal caso, prima avrebbero sparato a Ricci e poi estratto Moro, correndo il rischio di colpire Moro di rimbalzo o per scarto del mitra.

A questo punto esco attimino fuori tema per sottolineare che Caliò vede Moro accompagnato retto per un braccio verso il lato di Stresa dove affaccia Caliò cioè Stresa alta dir. Trionfale. Questo contrasta frontalmente con Marini che parla di affiancamento di Fiat scura alla 130 e trasbordo di Moro sulla prima. Il bello è che nella primissima versione della sua testimonianza, relazionata dal poliziotto Di Berardino (CM 30 : 40), Marini aveva detto che i 4 rapitori fuggono (si dedurrebbe col rapito) su macchina di cui dà la targa esatta della 128 bianca !

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MARINI CALIÒ CONTI - 3 e fine

Siamo di fronte a 2 versioni opposte ed inconciliabili del sequestro di Moro : per Marini alla digos ore 10,15, Moro è trasbordato su Fiat scura con targa lunga di nuovo tipo affiancatasi alla 130. Per Caliò. Moro è condotto per un braccio attraverso l´incrocio verso il lato di via Stresa alta dove lui affacciava (lato dx in dir. Trionfale). Qualche istante dopo, Caliò vede sfrecciare verso la Trionfale macchina chiara che a lui pare 128. Per lui dunque implicitamente, parrebbe questa la macchina del caricamento di Moro.

È la parola dell´uno versus l´altro, non ho prove certe di chi la conti giusta ma propendo per Caliò perché Marini a Di Berardino aveva detto, un´ora prima di verbalizzare tutt´altro alla digos, che i 4 rapitori fuggono su vettura dalla targa della 128 bianca. Sospetto dunque fortemente, che alla digos qualcuno abbia indotto il Marini a cambiare versione.

Per Caliò, mentre Moro viene sospinto attraverso l´incrocio, lo spaccatore/sparatore esplode una nuova raffica dentro la 130.

Alle 11.55 sempre alla digos è la volta della Conti, pure lei residente al 123 come Caliò. Lei è l´unica dei 3 a sentire i colpi singoli, 2, prima delle raffiche. Anche lei si affaccia a convoglio di Moro già fermo. Vicino all´auto di Moro anche lei vede un solo individuo come Marini. In divisa che a lei pare Alitalia, anche se poi ripeto mi disse invece al telefono che li aveva presi per poliziotti venuti a salvare Moro.

Ancora la spaccata del cristallo di Ricci come per Marini e Caliò, e col calcio del mitra come per Caliò. Ciò fatto, lo spaccatore spara ripetute raffiche contro Ricci. "Quasi contestualmente", vede Moro sorretto da due sconosciuti con la stessa divisa descritta. Quindi lei vede Moro già fuori della macchina. Ecco perché, ad nauseam, tendo a pensare a Moro estratto prima delle raffiche non dopo, onde evitare di colpirlo per sbaglio. Solo che in tal caso, come spiegare le macchie di sangue di Evadini ?

Qualche istante dopo la Conti vede Moro salire su vettura ferma al centro dell´incrocio (dunque non affiancata come vuole Marini, ma nemmeno all´angolo del 123 come vuole Caliò), che lei dice Fiat, forse grigia, incerta se 124 o 128. Descrizione vaga, ma che si attaglia molto alla 128 chiara e per nulla alla 132 blu notte, dei terroristi.

Purtroppo nessuno dei 3 verbali analizzati sinotticamente, risponde alla domanda iniziale : perché nessuna risposta armata da parte di Ricci ? Anche se la sua pistola era chiusa nel borsello, nella pausa descritta tra colpi singoli/prime raffiche contro l´Alfetta/uccisione di Leonardi in uscita e l´avvicinamento del killer, Ricci avrebbe avuto tutto il tempo, ormai a vettura ferma e incastrata fra CD e Alfetta, di estrarre l´arma, scarrellare e sparare. Anzi non doveva nemmeno perder tempo a mettere il colpo in canna perché la sua pistola, accanto a sé nel portaoggetti tra i due sedili, era a tamburo e carica (CM 123 : 10). Perché non reagisce ? Perché si lascia ammazzare come un cane ?

ALETH

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