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COSÌ PARLÒ GIAN.ARMENI

by Aleth Thursday, Feb. 05, 2026 at 12:22 PM

gli sproloqui vulgatari di gianremo armeni sulla Honda di Fani

COSÌ PARLÒ GIAN.ARMENI

https://www.camera.it/leg17/1058?idLegislatura=17&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2015&mese=11&giorno=04&idCommissione=68&numero=0058&file=indice_stenografico

È l´audizione di gianremo armeni alla Moro2 del 4.11.2015. In essa, il primo scandalo è quello dei commissari e presidente : quando l´armeni erra dicendo che la moto durante l´azione la videro solo marini e intrevado, mostra di non conoscere le escussioni di Eleonora Guglielmo e di Gianni De Chiara sempre alla Moro2, che precedettero di molti mesi la sua : la Guglielmo fu sentita il 9.4.2015, De Chiara il 10 : entrambi attestano la moto che fugge dalla scena del crimine :

https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/0117_003.pdf

p. 17 Guglielmo ; p.20 De Chiara.

Posso capire che armeni ignorasse queste due testimonianze, che magari non erano ancora di pubblico dominio. Ma non posso accettare che né presidente né commissario non gli facciano notare che sbaglia quando afferma :

" Stando alle dichiarazioni degli unici due testimoni che notarono il passaggio della motocicletta, Intrevado e Marini – nel prosieguo spiegherò perché non contemplo né Luca Moschini né Bruno Barbaro – mentre l'azione era in corso, il mezzo non era presente nella zona interessata. Sopraggiunse soltanto a sequestro concluso, dalla parte alta di via Fani, dopo che le auto del commando avevano già preso la via di fuga." :

ma questo lo dice solo Intrevado e non Marini :

https://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/68/audiz2/audizione/2016/04/13/stenografico.0081.html

p.7.

E Intrevado non parla di moto estranea ai fatti, bensì al contrario deduce che facesse parte del commando perché uno dei due a bordo era armato di mitra.

Nel suo primo esame testimoniale diretto, ad infelisi il 5.4.78, intrevado aveva solo detto che fuggite le macchine, una moto di grossa cilindrata gli sfreccia accanto mentre esce dalla sua 500, ma senza indicazione di provenienza della moto – solo in successive deposizioni aggiungerà il „da Fani alta“.

E Marini nel suo esame alla digos il 16 marzo, ipotizza che i due killer sbucanti tra 2 macchine che uccidono Iozzino, siano poi ripartiti sulla moto Honda blu :

https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=

p.46.

I commissari dovevano a quel punto sapere, che oltre a Marini e Intrevado la moto era stata attestata da Guglielmo e De Chiara. Moschini, è vero, la vede solo prima dell´agguato ma la vede. barbaro si contraddisse sulla moto, ma affermò di averla vista nell´ intervista a sassoli. In ogni caso, abbiamo fin qui almeno 4 oculari che attestano la moto e non due - ma nessuno lo fa notare ad armeni il 4.11.2015.

Continua l´armeni : " Un secondo punto fermo delle loro dichiarazioni è costituito dal leggero ritardo, forse un minuto, con cui la moto giunse all'incrocio rispetto all'allontanamento del convoglio brigatista. Questi sono dati di fatto e solo all'interno di queste evidenze io ho ritenuto di dover svolgere le mie analisi." :

ma la Guglielmo afferma di aver visto una moto e una macchina che partivano insieme.

Ergo quella di armeni è una falsa certezza pure qui.

Eleonora Guglielmo aveva attestato la moto già il 16.3, a Moreno Marcucci del Messaggero (la data è 17.3, quindi l´intervista dev´essere del giorno prima) :

" un uomo anziano che gridava lasciatemi, lasciatemi, uno sbattere di sportelli e uno stridio di gomme seguito dal rombo di una moto». Evidentemente, armeni non si dette pena di andare in emeroteca. Interessante qui, che a differenza della sua escussione di 37 anni dopo, la Guglielmo sembra concordare, con gli altri oculari della moto, che questa riparta in coda al convoglio, non prima. Se dunque la moto ha lasciato la scena del crimine per ultima, anche dopo la 128 blu che sicuramente (le fonti testimoniali su questo concordano) è stata l´ultima delle 3 vetture a lasciare Fani, in ritardo rispetto a 132 e 128 bianca ; e dato che gli oculari di Stresa alta non vedono nemmeno la 128 blu, allora a maggior ragione si spiega perché non abbiano visto la moto : perché erano già rientrati in casa dai loro affacci prima del suo passaggio. Dopo Stresa, o forse fin da prima, la moto ha abbandonato il convoglio delle vetture, eclissandosi per vie traverse od in qualche garage compiacente : è per questo che nessun oculare del convoglio dopo Stresa la vide.

Ancora su Il Tempo del 18.3.78 a Ruggiero Marino, Eleonora Guglielmo (ibidem p.12=12) dichiara : " Ho visto i due sulla moto,

la donna con lo chignon; lo ha portato via a spintoni uno vestito con qualcosa di chiaro e quello che poi era steso in terra non c'era ancora. " : qui la Guglielmo sembra dire addirittura, che i due sulla moto erano già lì prima che Iozzino venisse ucciso, quindi DURANTE la strage : passa in emeroteca gianremo, così la prossima volta risparmi figuracce.

Ancora su La Stampa del 18.3.78 a Fabrizio Carbone, la Guglielmo riconferma la moto (ibid. 15=15).

Non solo : altamura ne La Borsa di Moro (2016) p.285 sq. riporta :

" Nella relazione della nuova Commissione Moro si legge infatti che

«il 27 ottobre 1998 (Nucci) riferì che il 16 marzo 1978, provenendo in auto da via della Camilluccia e diretto verso via Fani, udì dei colpi e, a circa cinquanta metri dall’incrocio con via Fani, vide in mezzo alla strada una persona che portava qualcosa a tracolla, ma non poté distinguere di cosa si trattasse. Vide quindi quella stessa persona salire a bordo di una motocicletta, guidata da un’altra persona, che si allontanò dirigendosi in via Stresa, direzione Trionfale. Non scorse in volto le due persone sul motoveicolo, ma riguardo a quella che era in mezzo alla strada e poi salì a bordo, dapprima credette che fosse un uomo, “ma poi, anche nell’immediatezza del fatto, ripensandoci” pensò “potesse trattarsi anche di una donna viste le movenze con le quali era salita successivamente su una moto».

Nucci dunque vide la moto. E soprattutto si trovò sul posto almeno nei momenti finali della strage, probabilmente fotografandoli. Forse per questo quegli scatti, fanno paura. Oggi come nel 1978."

Ergo : i testi della moto sono fin qui 7 : Moschini (prima della sparatoria), Marini, Intrevado, Guglielmo, De Chiara, Nucci (tutti e 5 alla fine della sparatoria), bruno barbaro (anche se poi smentì).

Su barbaro vedi seduta della Moro2 luglio 2015 qui :

https://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/68/audiz2/audizione/2015/07/08/indice_stenografico.0042.html

p.21 sf, intrvento di gero grassi :

„Viene riferito che Bruno Barbaro, nella sua testimonianza del 16 aprile 1994, resa come persona presente all'eccidio di via Fani, seppure a pochi metri di distanza, in quanto è su via Stresa, non ricorda se fosse presente una moto durante il rapimento Moro.

  Nella registrazione dell'intervista di Bruno Barbaro con il giornalista David Sassoli, disponibile su YouTube, Barbaro dichiara senza dubbi la presenza della moto. „

Ecco la trascrizione dell´intervista di sassoli a barbaro, terza rete 22.10.1993, per quel che riguarda la moto :

https://www.vuotoaperdere.org/Libro/DocumentoInedito.htm

SASSOLI: “Sì, e com’è andata, quel giorno del 16 marzo?”

BARBARO:”Stavo uscendo di casa, prima di… mi sono fermato perché ho sentito sparare. Dopo di che, dopo un po’ di tempo, essendo, non sentendo più niente, sono sceso giù. Nel frattempo però nel scendere ho visto passare una macchina blu, una macchina scura seguita più o meno a una certa distanza da una moto”.

Ma ve n´è ottavo, di testi della moto : Lina Cinzia De Andreis, citata da altamura ne La borsa di Moro (Tullio Pironti ed. 2016, p.226) :

" È un identikit prezioso, ma che fu ignorato come altri elementi indicati dalla De Andreis. Come la ricostruzione grafica. O come il rumore di una motocicletta che la donna, durante il processo in Corte d’Assise, si disse sicura di aver sentito alla fine dell’azione, dopo aver sentito quei colpi che le sembrarono simili a quelli di «un compressore stradale»."

Posso forse ipotizzare, che i due sulla moto fossero i motociclisti attestati dal Damato a Trionfale & Fani che bloccavano il traffico verso Fani, e che poi finita la sparatoria scendono giù a controllare che tutto sia venuto bene - essendo due complici terroristi di regime.

Il fatto infine, che il parabrezza di Marini non fu colpito (cosa che lo stesso Marini riconobbe) non coimplica affatto necessariamente che non gli abbiano sparato dalla moto : solo che il suo parabrezza non fu colpito come in un primo tempo aveva creduto giacché la polizia glielo ridette in pezzi.

Continua l´armeni : " I brigatisti iniziano a sparare, i mitra si inceppano e la moto non c’è." :

e chi ti dice che la moto non c´è ? Marini nella sua prima deposizione in questura :

https://www.memoria.san.beniculturali.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=

p. 45 sqq., afferma l´esatto contrario  : che la honda blu con i due a bordo riparte da Fani INSIEME alla macchina del caricamento di Moro - contemporaneamente : quindi armeni distorce del tutto quando asserisce, che la moto arriva a giochi fatti sulla scena, un minuto dopo la fine di tutto : questa è un´ invenzione sua di sana pianta.

Anzi, Marini non esclude che i due sulla moto siano quelli sbucati tra le due macchine in sosta davanti all´olivetti che uccidono Iozzino a raffiche di mitra.

Marini non menziona la moto prima della fuga : ma questo non coimplica necessariamente che non ci fosse, semplicemente che lui non l ´ha notata, preso dalla terribile scena della strage e del rapimento - magari la moto durante l´agguato era ancora parcheggiata davanti al bar dove la vide Moschini.

Marini disegnerà perfino uno schizzo per imposimato :

https://www.memoria.san.beniculturali.it/documenti-online/-/doc/detail/198/042%20%20volume%20XLII?keyword=

p. 100, in cui la Honda è presentissima, insieme con la grande scura e la 128 bianca, a chiudere il terzetto - altro che sopraggiungere dopo a giochi fatti.

Anche intrevado inizialmente confermò che la moto parte contemporaneamente alla 132 ed alla 128 (CM 30 supra, 799 cart. : relazione Truzzi, prima attestazione della testimonianza intrevado agli atti CM). Lo stesso intrevado il 5.4.78 ad infelisi :

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908822.pdf

414 cart., dipinge la partenza della moto come immediatamente successiva a quella delle vetture. Anche intrevado, come Marini, non menziona moto durante l´agguato ma non dice affatto che non ci fosse - semplicemente non la menziona. Soltanto in successive deposizioni egli aggiungerà che la moto arriva da Fani alta dopo l´agguato.

Peraltro poi, qui il punto essenziale non è se la moto ci fosse o no durante l´agguato, prima di esso o subito dopo : il punto è, se quella moto attestata da ben 8 persone, abbia o no avuto funzione di complice del golpe : Marini e intrevado lo affermano implicitamente e nettamente, quando descrivono almeno uno dei due a bordo come armato.

Segue ciò; sempre dall´aidizione di armeni alla Moro2 :

" La moto non venne mai notata dai passanti che si ritrovarono nelle zone interessate dal percorso di fuga, i quali videro le auto e gli avieri, ma nessuno si accorse di una moto che seguiva il convoglio. Le auto utilizzate per la fuga vennero ritrovate. Della motocicletta nessuna traccia. " :

1. per la maggior parte delle testimonianze, la moto è l´ultima a fuggire, assieme alla 128 blu che parte con netto ritardo rispetto a 132 e 128 bianca che invece fuggono assieme : quindi è probabilissimo che i testimoni affacciatisi su Stresa alta, che attestano 132 e 128 bianca, fossero già rientrati quando passano 128 blu e moto. Se invece, some vuola una minoranza di attestazioni, la moto fugge per prima, può darsi che gli stessi testi non si fossero ancora affacciati.

2. Non tutte le auto della fuga vennero ritrovate : mancano all´appello il furgone alimentari di Bitossi attestato da Focà alla sbarra e dalla Stocco a Bitossi ; il furgone 850 del trasbordo di Moro ; la seconda 128 bianca vista da Focà alla sbarra ; le presuntissime Dyane e Ami8...

3. Quindi che la Honda sia sparita, non prova certo che non ci fosse.

Secondo Truzzi, la moto chiude il convoglio in fuga ; ovviamente anche per Intrevado di persona ; idem per Marini. Anche De Chiara alla Moro2, fa capire che la moto è l´ultima a fuggire perché lui non vede fuga di vetture ma solo appunto della moto. Invece la Guglielmo sembra intendere, che la moto sia partita per prima, perché dice che la macchina col rapito parte nella stessa direzione della moto.

Quindi anche qui, non abbiamo certezze sull´ordine di partenza. La cosa è rilevante, perché una moto di grossa cilindrata presumo acceleri molto più rapidamente di 132 e 128 con diverse persone a bordo, quindi la moto potrebbe essersi eclissata in avanti su Stresa prima ancora che gli oculari di Stresa si affacciassero, distanziando subito le vetture del convoglio in fuga. 

Inoltre la honda potrebbe benissimo essersi infilata in un garage compiacente vicinissimo all´olivetti, sottraendosi così subito alla vista degli oculari di Stresa testi delle vetture.

armeni procede poi col cercare di smontare la testimonianza di Moschini asserendo che non era la stessa moto di Marini perché Moschini la dice bordeaux e Marini blu : questo è assurdo : pretendere precisione cromatica dai testimoni è assurdo, come provato dal fatto che Marini dà a Di Berardino pochi minuti dopo l´ agguato, la targa della 128 bianca però la dice blu ! Ricordo che il colore bordeaux, come il blu, son colori scuri, molto scuri, confondibili in quella giornata nuvolosa in mezzo a quel trambusto.

armeni poi cavilla sulla cilindrata del Moschini, 125 o 350, dimenticando che nella prima testimonianza di allora, Moschini aveva detto MI SEMBRA 125 o 350 - che poi già 350 ad esempio, non è certo piccola come cilindrata. 

Non vi può esser dubbio invece che la moto sia la stessa, al di là di dettagli come il colore, francamente di lana caprina : Moschini vi vede un aviere a cavalcioni, vede altri avieri aggregarsi all´olivetti - e tutto questo alle 9 circa, a pochissimo dalla strage.

Ancora arbitrarie illazioni di armeni :

" Quattro anni dopo, all'udienza del Moro uno, (Intrevado) aggiunse che la moto gli passò accanto a una distanza di circa tre metri, facendo intuire che provenisse dalla parte alta di via Fani, perfettamente in linea con la testimonianza di Alessandro Marini." :

falso : né Intrevado né marini affermano mai che la moto provenisse da Fani alta, né lo si può intuire dalle loro dichiarazioni. Nella sua audizione alla Moro2, Intrevado in qualche modo passivamente ascolta fioroni interpretare le dichiarazioni del poliziotto come se la moto provenisse dalla parte alta di via Fani : ma NON è Intrevado a dirlo da nessuna parte.

Poi armeni cerca, sempre per bias pregiudiziale morucciano, di smontare Intrevado con altro argomento assurdo :

" Un testimone che non riesce a scorgere nemmeno un impercettibile dettaglio fisionomico di due soggetti che egli ritenne parte integrante nell'attacco, che non è in grado di acquisire un paio di numeri di targa perché comprensibilmente scosso dalla carneficina, e la cui unica preoccupazione sono le condizioni di salute degli agenti di scorta come può, quattordici anni dopo – e sottolineo quattordici anni dopo – all'udienza del Moro quinquies, affermare di aver notato il particolare del caricatore che fuoriusciva dall'ascella del passeggero ? E perché un dettaglio così basilare è stato omesso nelle precedenti dichiarazioni ? Vorrei porre l'accento su quest'anomalia perché è proprio da questo dato, non da altri, che il teste ritenne che la moto seguisse il corteo, e lo disse apertamente al giudice Marini. " :

un solo esempio di come ciò sia ben possibile : la Sabrina Angelini mi ha riferito nel 2024, che il leit-motiv del racconto della madreAnna De Luca in Angelini sulla sbarra fatto in privato alla famiglia per una vita intera, fu che il chino era nella bianca : questo dettaglio esplosivo manca in tutti i verbali De Luca : ma il passaggio di 46 anni non lo inficia minimamente.

Si prosegue col bias morucciano :

" Ma ci sono altre circostanze singolari di cui dibattere. Tra la dichiarazione (di Intrevado, ndr) del 5 aprile 1978 e quella del febbraio 1996 esiste un'ulteriore discrepanza degna di attenzione. In un primo momento il teste sostenne che la moto gli sfrecciò accanto, mentre successivamente rilasciò questa dichiarazione: «Quasi a passo d'uomo si sono sincerati della cosa, diciamo, che non c'era nessuna reazione, hanno preso la stessa direzione che ha preso il corteo e si sono dileguati».

Questo è un altro particolare che lui aggiunge soltanto nel 1996, quattordici anni dopo. Ma allora la moto la vide sfrecciargli accanto, oppure andare a passo d'uomo per sincerarsi dei corpi esanimi ? " :

non vedo proprio l´incompatibilità della falsa dicotomia posta dall´armeni : la moto poté benissimo prima sincerarsi a passo d´uomo, per poi partire a razzo per la fuga sfrecciando.

A questo punto armeni sconfina nel delirio :

" E ancora, se un caricatore che fuoriesce leggermente da un'ascella rappresenta veramente un dettaglio, una minuzia a cui prestare attenzione, e se veramente la moto si fosse fermata nei pressi delle auto, a tre metri da lui, com’è possibile che egli non riuscì nemmeno ad avere una visione d'insieme sulla fisionomia dei due passeggeri – che so io – capelli corti o mori, alti o bassi, magri o paffuti, con la maglietta o col giubbotto ? " :

1. la moto non si fermò affatto accanto a Intrevado : passo d´uomo non è fermarsi ;

2. uno dei due in moto era mascherato stando a Marini 1978 almeno, quindi come poteva Intrevado notarne i capelli. Anche la Guglielmo 2015 dirà che il paseggero non aveva casco, ma nulla dirà del conducente .

3. in generale, Intrevado come tutti gli oculari non stava lì a fotografare mentalmente l´identikit degli assassini, bensì a capire e soccorrere, in stato di shock, quindi pretendere ogni volta perfette descrizioni è assurdo ;

4. non vedo come capire se uno seduto su una moto sia alto o basso ;

5. quanto a magliette e giubbotti, vedi punto 3, più questo : che se uno vede un caricatore, il suo sguardo su quello si concentra, non su magliette giubbotti e capelli, perché ne va della sua vita !

Poco infra, armeni rivela tutto il suo livore anticomplottista lanciandosi in una diatriba demenziale contro la presenza della moto da lui come visto NON demolita affatto ; e soprattutto, dicendosi certo che nessuno aveva sparato a Marini. Citando la foto di insorgenze del suo sodale persichetti. Ora : una cosa è dire che nessun colpo ha raggiunto quel parabrezza, cosa effettivamente dimostrata dalle foto dove appare intatto e non spezzato, a parte il famoso scotch risalente a prima del 16.3 come ammesso infine dallo stesso Marini ; ben altro è dire che nessuno gli sparò : potrebbero infatti benissimo avergli sparato, quelli in moto o altri, senza colpire il parabrezza.

Il salto pseudologico dal parabrezza non colpito al niente tentato omicidio, è assurdo, e lungi dal provare che nessuno abbia tentato di uccidere Marini, prova solo i pregiudizi fanaticamente e violentemente vulgatari di armeni gianremo.

Né vale invocare la mancanza di reperti balistici a Fani bassa, primo perché dubito che qualcuno ne abbia mai cercati con scrupolo ; e secondo, perché i bossoli sono 93 e non è detto sian tutti, ma i proiettili ritrovati molti di meno.

Un altro mitologema che si deve al prolifico armeni, è che il tizio somigliante a De Filippo visto da Marini (sulla moto) fosse casimirri (non sulla moto) : sfido chiunque a raffrontare la nota foto di casimirri giovane :

https://it.wikipedia.org/wiki/Alessio_Casimirri

con una foto qualsiasi di De Filippo, giovane o vecchio :

https://it.wikiquote.org/wiki/Eduardo_De_Filippo

e ravvisarvi somiglianza !

Inoltre uno dei due al cancelletto superiore era mascherato con una sorta di calzamaglia o tuta da sub : se era casimirri e non lojacono, nessun Marini lo avrebbe visto in volto.

I

l seguito dell´audizione di armeni raggiunge ulteriori vette di parossismo fanatico, come il negare la funzione di ostacolo dell´austin di bonanni perché Ricci avrebbe potuto passare tra austin e CD : quando Leonardi tenta di uscire, non può nemmeno aprire tutto lo sportello perché l´austin lo impedisce. 

Poi fa il negazionista sull´annuncio di rossellini, contro ogni evidenza documentale incluso lo stesso rossellini.

Che dire ? In conclusione :  l´aver evidenziato la crux della mancanza di oculari della moto dopo l´incrocio ? Ma gli oculari di Stresa alta per lo più attestano grande scura e piccola chiara insieme - non attestano la 128 blu, tranne buttazzo ma solo dalla fine di Stresa : se ragionassimo come armeni, dovremmo dubitare della 128 blu perché dopo Fani, in particolare su Stresa, nessuno la vede.

Inoltre : se davvero, come sembrano indicare quasi tutti gli oculari, la moto è ripartita per ultima, dopo il giro di damage assessment magari, allora l´intervallo intercorso, può spiegare perché gli oculari di Stresa non la videro : erano già rientrati. E perciò non vedono nemmeno la 128 blu —  ultima vettura degli assasssini a ripartire dall´incrocio.

Infine, l´ aver smontato i colpi al parabrezza ? Ma non ha affatto smontato eventuali colpi a Marini.  Ho postato questa singola osservazione sotto il post di contropiano con le foto del ciclomotore di Marini : cancellazione immediata.

Concludo sull´ inclita figura di armeni riproponendo la lista di recente convegno fascistoide antidietrologico alla Casanatense :

https://cultura.gov.it/evento/dietrologie-e-false-notizie-sul-caso-moro-convegno?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR2BG3fN4P0CtamhiMKKWbp6A4T4GjgtG9h

" Intervengono:

Cristiana Aresti

Direttrice della Biblioteca Casanatense

Franco Ionta

già Procuratore Aggiunto

Vladimiro Satta

Storico, Saggista

Orson Francescone

Ad Financial Times

Eventi

Gianremo Armeni

Storico, Saggista

Claudio Ternullo

Filosofo, Ricercatore

Fabrizio Mignacca

Psicologo, Psicoterapeuta

Gabriele Paradisi

Giornalista, Saggista

Modera: Imma Giuliani

Criminologa " :

bastano ionta (il magistrato preferito di morucci, et pour cause) e l´inanità  di regime di satta per capire, a quale mai eletta schiera appartenga l´armeni : a quella dei pappagalli di propaganda del terrore capitalnazista, nero o scheinrosso che fosse e che sia.

Amen.

ALETH

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